Legislazione
Panorama
giuridico sulla Firma Digitale
La
normativa italiana in materia di
firma digitale, grazie al notevole
impulso dato dal legislatore negli
ultimi anni, presenta oggi un buon
livello di completezza ed organizzazione.
La firma digitale basata sulla crittografia
a chiave pubblica si è ormai affermata
come principale strumento in grado
di assicurare l'integrità e la provenienza
dei documenti informatici, e quindi
di svolgere per questi la funzione
che nei documenti tradizionali è
assolta dalla firma autografa.
La firma digitale è quindi lo strumento
ideale per creare il cosiddetto
documento informatico, documento
valido e rilevante dal punto di
vista legale esattamente come i
corrispondenti documenti cartacei.
Questo risultato è stato possibile
attraverso una serie di atti normativi
che hanno visto il documento informatico
assurgere a dignità di atto giuridico
a tutti gli effetti di legge.
Il primo tassello di questo quadro
normativo è rappresentato dall’Art.
15 della legge n. 59 del 15 marzo
1997 in materia di riforma e
semplificazione amministrativa nella
Pubblica Amministrazione. Questa
legge, meglio nota come "Legge
Bassanini", va inquadrata nell’ambito
di una generale ristrutturazione
della Pubblica Amministrazione per
la quale svolge un ruolo fondamentale
l'AIPA (Autorità per l’Informatica
nella Pubblica Amministrazione),
autorità indipendente istituita
nel 1993 al fine di predisporre
le norme in materia di sistemi informativi
automatizzati delle amministrazioni
pubbliche.
Nell’articolo
citato viene sancito che "gli
atti, dati e documenti formati dalla
pubblica amministrazione e dai privati
con strumenti informatici e telematici,
i contratti stipulati nelle medesime
forme, nonché la loro archiviazione
e trasmissione con strumenti informatici,
sono validi e rilevanti a tutti
gli effetti di legge". Si tratta
di un’innovazione di portata eccezionale
che introduce nel nostro ordinamento
nuove forme di negozio (validità
dei contratti stipulati per via
telematica, trasmissione ed archivio
di documenti in formato elettronico,
firma digitale con piena validità
legale).
I
criteri e le modalità di applicazione
del principio suddetto sono stati
poi emanati attraverso il regolamento
contenuto nel DPR
10 novembre 1997, n. 513. Tale
regolamento ha stabilito quali sono
gli scenari di riferimento giuridici,
tecnologici ed organizzativi per
ottenere quanto necessario ad un
efficace utilizzo del documento
informatico e della firma digitale.
In particolare viene stabilito che
il documento informatico soddisfa
gli stessi requisiti dei documenti
in formato scritto e viene sancito
il principio che il documento informatico
ha piena efficacia probatoria. I
criteri di tale regolamento hanno
portata molto ampia e sono validi
sia nel settore pubblico che privato.
Un ulteriore provvedimento legislativo,
il DPCM
8 febbraio 1999 recante :"Regole
tecniche per la formazione, la trasmissione,
la conservazione, la duplicazione,
la riproduzione e la validazione,
anche temporale, dei documenti informatici"
ha regolato gli aspetti tecnici
ed organizzativi di chi usufruisce
ed opera con i documenti informatici
e la firma digitale. In particolare
vengono descritti gli algoritmi,
le caratteristiche tecniche, gli
standard in materia di generazione,
conservazione e formato delle firme
e dei certificati.
Con l’emanazione delle regole tecniche,
l’Italia si è collocata al primo
posto fra i Paesi dell’Unione Europea
che hanno adottato nell’ordinamento
giuridico interno il principio del
pieno valore giuridico della firma
digitale. Il fine ultimo di questo
complesso sistema normativo è quello
di rendere più efficace e meno costosa
l’azione amministrativa, sia pubblica
che privata, attraverso un impiego
su vasta scala delle tecnologie
dell’informazione.
Infine la pubblicazione della Circolare
AIPA 26 luglio 1999, n.22 per
l’iscrizione all’elenco pubblico
dei certificatori costituisce il
tassello conclusivo del processo
legislativo descritto e che permette
di rendere operativa la firma digitale.
Tale circolare detta le norme per
la formazione dell’Elenco Pubblico
dei Certificatori, elenco tenuto
dall’Autorità ed in cui vengono
inserite, previa azione di verifica
del soddisfacimento di opportuni
requisiti, le società interessate
ad esercitare l’attività di certificazione
delle chiavi.
Il Certificatore a norma AIPA svolge
l’attività di certificazione e può
essere sia un soggetto pubblico
che privato. In particolare deve
poter garantire il rilascio del
certificato digitale contenente
la chiave pubblica, deve curare
la pubblicazione dei certificati
emessi e deve aggiornare appositi
elenchi contenenti i certificati
sospesi e revocati.
All’interno del quadro normativo
descritto è quindi una concreta
realtà per i privati, le imprese
e le Pubbliche Amministrazioni poter
scambiare documenti elettronici
con la stessa validità dei corrispondenti
documenti cartacei. L'uso legale
della firma digitale consente enormi
benefici sia per il settore pubblico
che per il settore privato, migliorando
i processi della Pubblica Amministrazione
attraverso la razionalizzazione
e l’accelerazione dei provvedimenti
amministrativi, fornendo nel contempo
la base tecnologica e la normativa
adeguata alle imprese private per
un significativo impatto sull’efficacia
operativa e sui livelli dei servizio
offerti.
top
Normativa
Italiana
top
Normativa
Europea
top
Organismi
e Standard PKI
Gli
standard, siano essi formali o de
facto, sono un prerequisito essenziale
per l’interoperabilità di prodotti
e sistemi implementati da soggetti
diversi. Questa necessità risulta
ancora più stringente per il buon
funzionamento di insfrastrutture
complesse come una Certification
Authority o una PKI. Sono presenti
a livello internazionale numerosi
standard e proposte (Internet Drafts)
che definiscono i diversi aspetti
funzionali di una PKI, anche in
stretta relazione con i certificati
nel formato X.509.
Ecco una breve panoramica sugli
standard e sui draft più importanti
in relazione ad una PKI.
- Raccomandazioni
ITU-T
- Internet RFC
- Internet Draft
- PKCS
Raccomandazioni
ITU-T
Gli
standard seguenti sono conosciuti
come serie X dell’Unione Internazionale
delle Telecomunicazioni – Telecomunicazioni
(ITU-T), in passato conosciuta come
CCITT. L’obiettivo della serie X
è la standardizzazione delle reti
e degli Open System Communication.
La serie di raccomandazioni X.500
definisce i servizi di directory
mentre lo standard X.509, la cui
prima versione risale al 1988 e
l’ultima versione al 1996, definisce
in maniera specifica l’insfrastruttura
di autenticazione utilizzata per
l’accesso ai directory service.
Il formato del certificato digitale
viene descritto all’interno di X.509
e ne rappresenta soltanto una piccola
parte. Le seguenti serie X rappresentano
degli standard in qualche modo correlati
alle PKI:
-
X.208
Specification of Abstract Syntax
Notation 1 (ASN.1)
ASN.1 è un linguaggio astratto
usato per descrivere strutture
dati in una macchina in modo
indipendente dal tipo di implementazione.
La struttura dati del certificato
X.509, per esempio, è definita
usando ASN.1.
-
X.209
Specification of Basic Encoding
Rules for Abstract Syntax Notation
1 (ASN.1)
X.209 descrive come codificare
strutture dati formattati in
ASN.1 in un formato binario,
detto basic encoding rules (BER).
Il distinguished encoding rules
(DER) è un sottoinsieme del
BER. DER è molto utilizzato
nell’elaborazione dei certificati
in formato X.509.
Internet
RFC
Gli
Internet Request for Comments (RFC)
rappresentano degli standard, sia
formali che di fatto, definiti dalla
Internet Engineering Task Force
(IETF). All’interno dell’IETF esiste
il gruppo di lavoro PKIX che ha
lavorato per l’implementazione di
PKI basate su internet e sui certificati
digitali definiti in X.509, emettendo
diversi RFC ormai largamente accettati
come standard. I seguenti RFC sono
legati agli standard PKIX:
- RFC 2459: "Certificate
and CRL Profile"
- RFC 2510: "Certificate
Management Protocols"
- RFC 2511: "Certificate
Request Message Format"
- RFC 2527: "Certificate
Policy and Certification Practices
Framework"
- RFC 2528: "Representation
of Key Exchange Algorithm (KEA)
Keys in Internet X.509 PKI Certificates"
- RFC 2559: "Operational
Protocols - LDAPv2"
- RFC 2560: "Online
Certificate Status Protocol -
OCSP"
- RFC 2585: "Operational
Protocols - FTP and HTTP"
- RFC 2587: "LDAPv2
Schema"
Ogni
RFC è associato ad uno stato; questo
può essere solo storico o informativo,
mentre altri possono essere standard
reali. Per trovare informazioni
dettagliate sullo stato di un RFC
o per consultarlo, il sito Web IETF
è un’ottima fonte:
http://www.ietf.org/
Internet
Drafts
La
standardizzazione di infrastrutture
PKI è un discorso ancora completamente
aperto. Ed è per questo motivo che
diversi lavori sono disponibili
solo come Internet Drafts, piuttosto
che come RFC. Ci sono alcuni Internet
Drafts comunque strettamente correlati
con le PKI ed i seguenti sono i
più significativi:
- Internet X.509
Public Key Infrastructure PKIX
Roadmap
- Representation
of Elliptic Curve Digital Signature
Algorithm (ECDSA) Keys and Signatures
in Internet X.509 Public Key Infrastructure
Certificates
- Certificate
Management Messages over CMS
- Time Stamp
Protocol
- Data Certification
Server Protocol
- Internet X.509
Public Key Infrastructure Qualified
Certificates Profile
- Diffie-Hellman
Proof-of-Possession Algorithms
- An Internet
Attribute Certificate Porofile
for Authorization
- Basic Event
Representation Token
- Extending Trust
in Non-repudiation Tokens in Time
- Internet X.509
Public Key Infrastructure Operational
Protocols – LDAPv3:
- Simple Certificate
Validation Protocol (SCVP)
- Using
HTTP as a Transport Protocol for
CMP
PKCS
I
PKCS (Public-Key Cryptography Standards)
sono un insieme di standard definito
da RSA dal 1991. Sebbene siano degli
standard informali, oggi sono ampiamente
accettati dalla comunità internazionale,
soprattutto per la larga diffusione
dell’algoritmo a chiave pubblica
RSA. Alcuni PKCS sono stati anche
pubblicati come RFC. Attualmente,
i PKCS presenti e più conosciuti
sono:
- PKCS #1: RSA
Encryption Standard.
- PKCS #3: Diffie-Hellman
Key-Agreement Standard.
- PKCS #5: Password-Based
Encryption Standard.
- PKCS #6: Extended-Certificate
Syntax Standard.
- PKCS #7: Cryptographic
Message Syntax Standard.
- PKCS #8: Private-Key
Information Syntax Standard.
- PKCS #9: Selected
Attribute Types.
- PKCS #10: Certification
Request Syntax Standard.
- PKCS #11: Cryptographic
Token Interface Standard.
- PKCS #12: Personal
Information Exchange Syntax Standard.
- PKCS #13: Elliptic
Curve Cryptography Standard.
- PKCS #15: Cryptographic
Token Information Format Standard.
Informazioni
sui PKCS RSA possono essere reperite
all’indirizzo:
http://www.rsa.com/
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